AVELLINO

Storia e caratteristiche

Situata nella parte più pianeggiante della cosiddetta conca avellinese, una grande valle di origine vulcanica dell’Appennino Campano, tra due brevi affluenti del fiume Sabato, la città moderna sorge a circa 3 km di distanza dall’antica Abellinum, dove oggi sorge Atripalda.Il nucleo del Centro Storico della città, caratterizzato da vicoli e abitazioni storiche, alcune delle quali sedi di botteghe artigianali, si concentra intorno al Rione Terra e alla Cattedrale di Santa Maria Assunta con la Cripta in stile romanico. Poco distante si trova la Torre dell’Orologio, voluta dal principe Francesco Marino Caracciolo e progettata dall’architetto Cosimo Fanzago a metà del XVII, e la bella Fontana di Bellerofonte, anche questa opera del Fanzago e dalle cui bocche sgorga ancora oggi un’acqua fresca e naturale. Arrivando a Piazza Castello si possono ammirare i resti dell’antica fortezza, di origine longobarda, fino alla Casina del Principe, residenza di caccia e ingresso al parco dei principi Caracciolo e oggi sede di eventi e attività culturali. La visita alla città non può terminare senza aver prima fatto una sosta allo storico Museo Irpino con la sezione archeologica, allestita al piano terra del Palazzo della Cultura in Corso Europa, e la sezione risorgimentale all’ex Carcere Borbonico.

Complesso Monumentale ex Carcere Borbonico

Silenziosa e imponente presenza nel cuore della città, l’ex Carcere Borbonico è l’edificio storico più imponente di Avellino e uno dei più importanti e affascinanti complessi architettonici irpini. Realizzato nei primi decenni dell’Ottocento per volontà di Ferdinando di Borbone, rappresenta un’evoluzione del Panopticon teorizzato da Jeremy Bentham ovvero un edificio penitenziario al cui centro era collocata la sede dei sorveglianti mentre le celle si trovavano lungo la circonferenza ed erano interamente esposte allo sguardo delle guardie. I muri che isolavano i prigionieri l’uno dall’altro, rendevano loro possibile vedersi e comunicare reciprocamente. La torre di sorveglianza, con un sistema d’imposte, permetteva di vedere senza essere visti. Il carcere è stato attivo fino agli anni Ottanta del secolo scorso, per poi essere sottoposto ad attività di restauro e riqualificazione che lo hanno trasformato da quello che fino a pochi anni fa era il principale istituto di pena della provincia e luogo di detenzione, in un dinamico polo culturale.

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