IL PARCO DEL PARTENIO

Storia e caratteristiche

Il Parco Regionale del Partenio istituito nel 2002, occupa una superficie di 14.870,24 ettari e comprende 22 Comuni, variamente distribuiti sull’ambito territoriale, sia nella parte appenninica del Partenio, che nelle valli adiacenti, Valle Caudina, Valle Del Sabato e Vallo di Lauro-Baianese. I centri urbani, in prevalenza appartenenti alle province di Avellino e di Benevento, sono dislocati sopratutto nella fascia pedemontana e le strade che li collegano formano un circuito che circonda l’intero complesso montuoso del Partenio.

La catena del Partenio, lunga 30 chilometri, si colloca tra il Monte Taburno, a nord-ovest, ed il complesso dei Monti Picentini a sud-est. Le cime maggiori sono Montevergine (1480 metri), Monte Avella (1598 metri) e Monte Ciesco Alto (1357 metri).

Il bacino imbrifero maggiore è quello del Fiume Calore, che percorre l’area Nord del Partenio. Il territorio è comunque percorso da una rete di piccoli torrenti a sviluppo limitato. Ingente è anche la presenza di fossili ritrovati sul territorio. Il suolo del Partenio è formato per buona parte da materiali di origine vulcanica, provenienti dal vicino complesso vulcanico del Somma-Vesuvio.

La fauna

Nel Parco del Partenio sono presenti 11-12 specie di anfibi localizzate presso torrenti, risorgive, pozzi e canali. Di grande pregio, ma anche di bellezza, sono la Salamanadrina dagli occhiali e la Salamandra pezzata.  A queste si affiancano tre specie di tritoni e numerose specie di rettili, la più appariscente delle quali è il Ramarro, dalla tipica colorazione verde brillante; altrettanto facili da osservare sono i Gechi, di colore grigio. I serpenti sono presenti nel Parco con diverse specie, di cui una sola, la Vipera, potenzialmente pericolosa per l’uomo. La specie più comune è il Biacco, completamente innocuo. Altrettanto belli e lunghi il Cervone e il Saettone, il serpente che compare nella simbologia della farmacologia e che viene anche detto “Colubro di Esculapio”.

La classe dei vertebrati, che conta il maggior numero di specie, è quella degli uccelli.
Nel Parco Regionale del Partenio nidificano più di 70 specie, distribuite nei vari ambienti, tra cui Merlo, Cinciallegra, Fringuello, Cardellino, Gazza, Cornacchia grigia, Civetta, Rondone tipici degli ambienti urbani. Sparviere, Colombaccio, Allocco, Cuculo, Picchio rosso maggiore e verde, Cinciarella, PPettirosso, Capinera e Ghiandaia, sono comuni negli ambienti forestali. Mentre volatili come Gheppio, Barbagianni, Upupa, Averla piccola, Passera mattugia, Zigolo nero preferiscono, invece, le aree agricole.

I mammiferi sono molto più difficili da osservare, sia perché molto schivi nelle loro abitudini, sia perché conducono vita notturna. La loro presenza è segnalata dal rinvenimento di tracce e altri segni di presenza: orme, resti alimentari, tane. Nel parco si stima la presenza di oltre una trentina di specie: vari micromammiferi insettivori, le Talpe, il Riccio, alcuni pipistrelli, la Volpe, la Faina, la Donnola e il Tasso. Notevole, infine, la presenza del Lupo, che però utilizza il territorio del Partenio solo per spostamenti erratici, non potendo disporre di una sufficiente quantità di prede. L’unica che potrebbe soddisfare questa esigenza è il Cinghiale, presente in seguito a introduzione operate nel passato a fine venatorio.

La flora

Un analisi floristica del Partenio ha riportato la presenza di 1162 specie. Alle quote più basse sono presenti i boschi di Leccio, sebbene la specie riesca a raggiungere anche i 1000 metri in ambienti rocciosi ben assolati. Nel bosco si possono incontrare altre specie, sia alboree, come l’ Olmo, la Roverella, il Fico, e il Cerro, che arbustive, come il Terebinto, il Ligustro, il Prugnolo, L’altareno, e l’Orniello. Il sottobosco è costituito da Euroforbia, Asparago, Clematide, Edera, Biancospino, Corniolo e Ciclamino, quest’ultimo molto bello a vedersi quando in autunno appaiono i fiorellini viola.
La lecceta è il tipico bosco di querce sempreverdi mediterraneo che sul Partenio riesce a raggiungere anche i 500 metri. Qui si trovano anche Rovella, Cerro, Carpinella, Prugnolo, e Nocciolo.

La fascia tra i 500 e i 1000 metri, è occupata dal bosco di Castagno, ampiamente coltivato per i frutti e il legname. Nel sottobosco si possono incontrare il Pungitopo, la Festuca, la Polmonaria, il Polipodio, l’Agrimonia, la Poa, la Rosa canina, il Giglio rosso. Salendo più in quota, raggiungendo i 1000 metri, si incontra il bosco di Faggio. La faggeta rappresenta la tipica vegetazione di quota dell’Appennino e il Partenio non fa eccezione, qui si possono incontrare anche altri alberi e arbusti come l’Acero pseudoplatano o Acero Riccio, l’Acero napoletano, il Salice delle capre e il Tasso. Nel sottobosco si incontrano Belladonna, Verga d’oro, Doronico, Bucaneve, Campanula, Geranio rustico, viola e Giglio martagone

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