MONTEFORTE IRPINO

Monteforte Irpino è situato a 502 metri di altezza, alle pendici del Monte Pizzone, tra i rilievi del Partenio. Il suo valico, sin dall’antichità, ha permesso il transito per la valle del Sabato. Rientra nel Parco regionale del Partenio e possiede un interessante patrimonio naturalistico. Il paese prende il nome dal suo castello, probabilmente edificato dai Longobardi su di un castrum romano. La sua storia ha radici antichissime, anche se i primi documenti ufficiali che parlano di Monteforte datano 891 d.C. Di qui passò Annibale Barca durante la guerra punica, si accamparono i francesi prima di attaccare Mercogliano ed Avellino, e sventolò la bandiera issata dagli insorti di Michele Morelli contro i Borboni.
La via delle chiese tocca, in successione, le chiese di San Nicola di Bari (1663), del Rosario o di S. Vincenzo, e di S. Michele Arcangelo (1300), meglio conosciuta come chiesa di S. Anna. Di notevole interesse le zone catacombali, coperte a volta, che risalgono al Medioevo. Il percorso prosegue con la chiesa del Purgatorio, detta anche Cimmetorio, con un quadro del pittore Angelo Maggillo, raffigurante le anime del Purgatorio; la chiesa SS. Maria del Monte Carmelo, tuttora ben conservata, che presenta un presepe del 1700 e la statua di Cristo flagellato in cartapesta e stucco; la chiesa di S. Martino rinomata per l’annesso oratorio, che richiama molti visitatori. La via dei monumenti, invece, obbliga ad una sosta presso il Palazzo Loffredo, di stile neogotico (‘800), che fu voluto da Ludovico Wenceslao de Loffredo, marchese di Monteforte, per ospitare gli orfanelli.

Il Castello di San Martino

I resti del castello di Monteforte sono posti sul crinale di una collina, sovrastata dal monte Pizzone. Il fortilizio fu costruito dai Longobardi per controllare la pianura nolana e bloccare la strada da ogni eventuale incursione nemica.
Il primo documento in cui si parla di Monteforte e dell’esistenza del castello risale al febbraio 1102. Nel 1109, Guglielmo di Monteforte detto Carbone, figlio di Riccardo, rende l’omaggio feudale al suo senior Roberto di Sanseverino.
Con lo “Statutus da reparacione castro rum” (1231), Fedrico II ordinò di riparare alcuni castelli e di abbattere quelli che non avessero alcuna importanza strategica: Monteforte rientrò tra quelli che dovevano essere riparati.
Nel 1269 feudatario era Guido di Montfort. Il castello venne riadattato in modo da funzionare sia da fortezza, sia da residenza estiva. La cinta esterna, di cui c’è traccia nei resti di un muraglione collocato sul retro della casa canonica di S. Martino, avvolgeva concentricamente le strutture centrali: Carlo I d’Angiò e la sua corte vi furono ospitati negli anni compresi tra il 1271 e il 1273 e nel 1278.
Nel corso del secolo XV il castello, non più adatto alle esigenze difensive (conseguenti all’invenzione della polvere da sparo) perse la sua importanza e fu progressivamente abbandonato all’incuria degli uomini e all’usura del tempo.
Attualmente il castello di Monteforte si presenta allo stato di rudere con una planimetria articolata e alcune masse murarie alte circa dieci metri.
Il castello era costituito da una parte centrale e da una cinta muraria, esterna, concentrica: la parte esteriore del castello aveva carattere militare, con una torre principale e altre tre più piccole poste nella parte più facilmente attaccabile.
La struttura del castello è caratterizzata dalla mancanza di fondazioni, poggiandosi interamente sui numerosi banchi di pietra.

Pin It on Pinterest

Share This